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La Legislazione Nazionale

Di seguito si trova documentazione sulle principali leggi in materia di politiche per infanzia, adolescenza e giovani

  • Legge 285/97: la legge 285/97 prevede disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza, istituendo il Fondo Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell’infanzia e dell’adolescenza, privilegiando l’ambiente ad esse più confacente, in attuazione dei principi della Convenzione sui diritti del fanciullo.

    Informazioni sul sito www.minori.it

Si riportano qui di seguito alcuni documenti contenenti i dati inerenti l'attuazione della legge 285/97

adolescenza e giovani:

 

 Il piano d'azione 2000 della legge 285 del 28 agosto 1997
scarica in formato Word (33 KB)

 

La relazione al Parlamento sull'attuazione della legge 285 del 28 agosto 1997
scarica in formato Word (137 KB)

 

Il rapporto generale sull'attuazione della legge 285/97
scarica in formato PDF (1022 KB)

   

Il rapporto sull'attuazione della legge 285/97 nelle Regioni italiane
scarica in formato PDF (494 KB)

    

Il rapporto sull'attuazione della legge 285/97 nelle città italiane 

scarica in formato PDF (286 KB)


  • Legge 45/99 (D.p.r  309/90): Il D.p.r  9 ottobre 1990, n° 309, Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Il testo legislativo istituisce un Fondo nazionale per la lotta alle droghe che finanzia interventi di carattere preventivoe di reinserimento sociale, recupero e strutture a fini terapeutico - sociali (es. comunità). Sono state molte le risorse investite, ma solo in parte sono state destinate in senso stretto alla prevenzione. Nel periodo 1990 – 1995 (sino al momento del trasferimento delle competenze e di parte fondi alle Regioni) furono circa mille i miliardi distribuiti dei quali circa la metà erogati ad enti locali, in molti casi per progetti di prevenzione (tra cui i POLO, attivati in 70 città dagli Enaip).

    Le due tendenze emerse negli anni:

    • il progressivo aumento delle risorse finanziarie per gli Enti locali, triplicate nel corso di sei anni;

    • la centralità del nord Italia (metà delle risorse) ed, in esso, delle grandi aree metropolitane.

    Con il trasferimento alle Regioni delle competenze connesse al Fondo per la lotta alla droga, dal 1997 al 1999, sono messi a disposizione delle Regioni altri 500 miliardi (su 800), con cui si finanziano progetti che nel 41 % dei casi riguardano la prevenzione primaria delle dipendenze. Dal 1999 la materia è regolata dalla Legge 45/99.

        

      Scarica gli articoli del Dpr 309/90 inerenti le politiche di prevenzione in formato Word (16 KB)

     

      Scarica la legge 45/99 in formato PDF (28 KB)


  • Legge 216/91: La legge del 19 luglio 1991, n. 216 "Primi interventi in favore dei minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose", nasce per dare attuazione a tutte le misure previste dal nuovo Codice di procedura penale minorile del 1988. La legge apre spazi per la prevenzione primaria, infatti prevede:

    l’attività di comunità di accoglienza dei minori temporaneamente allontanati dall’ambito familiare;

    l’attuazione di interventi a sostegno delle famiglie in particolare per l’assolvimento degli obblighi scolastici;

    l’attività di centri di incontro e di iniziativa di presenza sociale nei quartieri a rischio (anche nelle scuole in orari extra didattici e nel periodo estivo).

    La legge 216 è stata integrata dalla L. 465/94 che nel prorogare il Fondo, esplicita che le considerazioni maggiori riguardano iniziative che:

    • prendano in esame contesti molto degradati;

    • risolvano problematiche urgenti;

    • realizzino progetti tali da incidere realmente nelle situazioni considerate;

    • attuino interventi polifunzionali anche attraverso il lavoro integrato di professionalità e organismi diversi (lavoro di rete);

    • contengano precise indicazioni su tempi, modalità di realizzazione e fattibilità dei progetti.

    L’ammontare complessivo dei finanziamenti erogati con la L. n. 216/91 è pari a quasi 250 miliardi in sei anni.

    La parte più consistente dei fondi sono stati stanziati a favore di enti pubblici territoriali, piuttosto che ad associazioni e cooperative.

    Nella distribuzione per macro aree regionali della ripartizione dei fondi, a differenza del DPR 309, è maggiormente favorita l’area sud – isole. Infatti all’area sud/isole nel 1995 va una dotazione pari al 76 % del totale e, nel 1996, il 79 % del totale a disposizione.

        

      Scarica il testo in formato Word (20 KB)

    Inoltre, visita il sito www.censis.it per consultare il Piano di valutazione dei primi interventi in favore dei minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose (05-07-1999)


  • Legge 236/93 : agevola con finanziamenti l’imprenditoria giovanile e rientra in questa "guida" perché tra i beneficiari rientrano le società cooperative, comprese le "mini cooperative" – per informazioni : Società per l’imprenditorialità giovanile Spa, via Campo nell’Elba 30, tel. 0688311


  • Legge 230/98 : "Nuove norme in materia di obiezione di coscienza". "Ringiovanisce" la legge del ’72 e tra le altre cose istituisce l’Ufficio nazionale per il servizio civile e la Consulta nazionale per il servizio civile. Dal 1° gennaio ’99 il termine per presentare la domanda è ridotto a 15 giorni dalla data di arruolamento : nella domanda si è tenuti a motivare le proprie scelte e ad indicare l’ambito in cui si intende prestare il proprio servizio, allegando tutta la documentazione che si ritiene opportuna per supportare la propria scelta. La legge 424/99 istituisce tra l’altro la contabilità speciale per il Fondo nazionale per il servizio civile.


  • Legge 64/01 : ha istituito il servizio civile femminile ed è in via di definizione il suo decreto applicativo. Le informazioni relative ai bandi per concorrere ai circa 700 posti saranno disponibili dal mese di settembre 2001 in poi. Per info: tel.  848.800.715 o www.serviziocivile.it


  • Legge 331/00 "Nuove norme per l'istituzione del servizio militare professionale"

    Questa legge rappresenta una svolta radicale nel rapporto tra giovani e Forze Armate: il suo obiettivo è di trasformare entro i prossimi 6 anni l’esercito italiano in un esercito di professionisti, riducendo il numero degli arruolati. La legge infatti abolisce la leva obbligatoria. Saranno ancora chiamati a fare il militare i ragazzi nati entro il 1985: i giovani nati dopo questa data sceglieranno liberamente se fare o non fare il servizio militare, salvo il caso di guerra. L’abolizione della leva obbligatoria risponde a due grandi esigenze. La prima è quella di riconoscere la libertà individuale, la seconda è quella di rispondere alle nuove esigenze di difesa rispetto al mutato scenario internazionale. Tra le tante novità previste dalla legge, viene introdotto un percorso agevolato per l’inserimento nel mondo del lavoro dei volontari dopo il congedo. Inoltre i ragazzi e le ragazze tra i 18 e i 26 anni potranno comunque spendere un periodo della propria vita al "servizio dello Stato" partecipando alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio naturale, storico-artistico, culturale sia in Italia che all’estero.

    A seguito dell’entrata in vigore della Legge 331/2000 il parlamento sarà chiamato anche a riformare il Servizio Civile. Questo infatti è stato concepito sostanzialmente come alternativa al servizio armato (obiezione di coscienza) : con l’abolizione del servizio militare obbligatorio anche il servizio civile rischia di essere totalmente svuotato.


  • Circolare 133/96 Ministero Pubblica istruzione "Apertura della scuola alle domande di tipo  educativo e culturale provenienti dal territorio".

    Per le associazioni giovanili (studentesche e non) si aprono nuovi spazi: infatti questa circolare permette di entrare nelle scuole in orario non scolastico per "starci". Si tratta di uno strumento giuridico che incentiva il processo di valorizzazione del ruolo delle scuole come centri di vita culturale e sociale aperti al territorio, volte a creare le condizioni più idonee per favorire la qualità dei processi educativi.

    La direttiva offre una risposta alla domanda degli studenti di un loro più incisivo protagonismo nella vita scolastica, in coerenza con le finalità istituzionali della scuola e nel rispetto degli specifici ruoli di ciascuna delle componenti che in essa opera. Le singole scuole possono accedere a fonti di finanziamento, nell’ambito della propria autonomia, per promuovere iniziative complementari e integrative dell’iter formativo degli allievi, per creare occasioni e spazi di incontro da riservare loro per favorire l’apertura della scuola alle domande di tipo educativo e culturale provenienti dal territorio, in coerenza con le finalità formative istituzionali.

        

      Scarica il testo della circolare in formato word (11 KB)


  • D.p.r. 249/98: "Statuto delle studentesse degli studenti della scuola secondaria".

    Lo Statuto ridefinisce la scuola prioritariamente come "luogo di formazione e di educazione mediante lo studio", riconducendo a questa funzione essenziale tutti gli altri obiettivi e valori propri della comunità scolastica: la crescita della persona, lo sviluppo dell'autonomia individuale, il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali.

    Ispirandosi alla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia (0-18 anni nel linguaggio giuridico internazionale), lo Statuto individua i principi di un corretto rapporto fra studenti e docenti, basato sulla pari dignità e sulla distinzione di ruoli, sul rispetto reciproco e sulla cooperazione volta alla realizzazione delle finalità della scuola.

        

      Scarica il testo dello statuto in formato word (19 KB)


Inoltre si segnalano due programmi specifici:

  • Programma IG Students : rivolto a studenti del penultimo anno e universitari di età compresa tra i 18 e 24 anni – può costituire un buon training per l’imprenditorialità giovanile attraverso realizzazione e gestione di imprese "in laboratorio".  

    Arrivato alla IV edizione, ha visto tra il ’98 e ed il 2001, la partecipazione di:

    64.000 studenti,

    3.000 tutors e docenti di collegamento

    3.000 imprese in laboratorio.

    E’ un risultato importante se si pensa che il rapporto "Investment in education" dell’OCSE dice che meno dell’1% degli studenti italiani tra i 15 ed i 19 anni anni è coinvolto in una qualche forma di occupazione, contro una media del 15,1%.

    Per info: www.igstudents.it

  • Progetti e percorsi sui temi della democrazia, della solidarietà, della legalità (a cui hanno partecipato circa 10.000 insegnanti), vengono raccolti dal Centro Documentazione sulla Legalità democratica, istituito, grazie a Libera, presso la Regione Toscana. Raccoglie 900 progetti di educazione alla legalità delle scuole italiane.

    Per info: www.regione.toscana.it