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Aprire un Informagiovani

Progettare un IG
Gli strumenti utili alla progettazione di un IG
Contributo Regione Piemonte per l'avvio di un IG

Progettare un IG

   

Non esiste un’unica tipologia di Informagiovani, ma esistono una serie di modelli organizzativi, tecnici, progettuali che opportunamente correlati con la realtà sociale, culturale ed economica del luogo dove il servizio aprirà costituiscono una metodologia che ha portato molti centri a divenire un punto di riferimento rilevante nei confronti del mondo giovanile e di tutte quelle agenzie del pubblico e del privato che su questo segmento sociale intervengono. 

Ogni Informagiovani nasce in un territorio (città, paese, quartiere) dove sono presenti altri servizi, strutture, persone ecc., che in modo diretto o indiretto possono avere a che fare con il servizio. 
Dal momento che l’Informagiovani si occupa di molte cose, almeno dal punto di vista informativo, è facile che questi altri soggetti siano interessati alla presenza del centro, sia in positivo, sia in negativo.
Prima di aprire un Informagiovani occorre delineare il quadro di riferimento dei servizi e dei soggetti presenti sul territorio che svolgono attività di informazione, orientamento e consulenza in qualche misura paragonabili o assimilabili alle attività del centro. Una volta delineato questo quadro di riferimento è necessario definire i contesti, le modalità di funzionamento; occorre quindi costruire un quadro informativo sull’ambiente.
 

Gli strumenti da utilizzare per questa definizione sono di tipo:

  

documentario (progetti, testi legislativi, regolamenti, analisi dell’utenza, ecc.);

 

relazionale diretto (incontro con i responsabili e gli operatori dei servizi in questione);

 

relazionale indiretto (colloqui con soggetti che hanno a che fare con i suddetti servizi).

  

Questo quadro dell’ambiente permette di posizionare in modo concreto la prima casella costruttiva del servizio Informagiovani: il sistema delle possibili alleanze e integrazioni funzionali. 

   

La progettazione di un IG parte: 

 

dalla conoscenza del territorio (che é fondamentale per definire il sistema delle alleanze);

 

dalla conoscenza del sistema informativo territoriale e del target (che permettono la definizione delle priorità);

 

ed è necessario:

 

promuovere e formalizzare i rapporti di collaborazione tra il sistema degli enti pubblici;

 

collaborare con le risorse del territorio;

 

promuovere le informazioni utilizzando una pluralità di canali e di strutture;

 

promuovere informazioni ed opportunità, veicolando direttamente la funzione svolta dall’Informagiovani.

 

Inoltre:

 

Ricerca, Documentazione e Informazione/Comunicazione costituiscono la struttura fondamentale per la costruzione della offerta informativa del centro. 

 

I tre sottosistemi individuano di rimando i ruoli professionali e la base formativa fondamentale del personale impiegato all’Informagiovani.

 

Gli strumenti utili alla progettazione di un IG

 

Uno strumento utile a chi è interessato a progettare un Informagiovani è il testo “Guida alla realizzazione di servizi per i giovani”, pubblicato dal Ministero dell’Interno con l'obiettivo di offrire agli amministratori e agli operatori dei Centri Informagiovani uno strumento che consenta di realizzare in modo agevole un servizio di qualità e, allo stesso tempo, adeguato alle esigenze del territorio e alle finalità di chi lo promuove. La "Guida" è curata dal Consorzio IN & CO.

Contributo Regione Piemonte per l'avvio di un IG

 

La Legge regionale 13 febbraio 1995, n. 16. “Coordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani” all’art.1 comma b. intende “promuovere lo sviluppo di un sistema coordinato di informazione ai giovani”.

Ogni anno dalla data di emanazione della legge, la Regione Piemonte ha provveduto ad emanare il “Piano Annuale degli interventi regionali per i giovani” attuativo della legge regionale 16/95. 

I piani annuali emanati fino ad oggi, in ottemperanza a quanto indicato nel testo di legge, hanno sempre sostenuto l’avvio di Centri Informagiovani in Comuni o associazioni di Comuni con un numero di abitanti pari o superiore a 10.000, tramite contributi per le spese di primo impianto della struttura. 

La legge regionale 15 marzo 2001 n. 5 prevede la delega alle Provincie di numerose funzioni per ciò che concerne l’attuazione di politiche giovanili, questo comporterà una modificazione della legge 16/95 che presumibilmente riguarderà anche i contributi per l’avvio degli IG e le modalità di accesso gli stessi.


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