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Aprire
un Informagiovani
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Non esiste un’unica tipologia di Informagiovani, ma esistono una serie di modelli organizzativi, tecnici, progettuali che opportunamente correlati con la realtà sociale, culturale ed economica del luogo dove il servizio aprirà costituiscono una metodologia che ha portato molti centri a divenire un punto di riferimento rilevante nei confronti del mondo giovanile e di tutte quelle agenzie del pubblico e del privato che su questo segmento sociale intervengono. Ogni
Informagiovani nasce in un territorio (città, paese, quartiere)
dove sono presenti altri servizi, strutture, persone ecc., che in
modo diretto o indiretto possono avere a che fare con il servizio. Gli strumenti da utilizzare per questa definizione sono di tipo:
Questo quadro dell’ambiente permette di posizionare in modo concreto la prima casella costruttiva del servizio Informagiovani: il sistema delle possibili alleanze e integrazioni funzionali. |
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La progettazione di un IG parte:
ed è necessario:
Inoltre:
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Uno
strumento utile a chi è interessato a progettare un Informagiovani
è il testo “Guida alla realizzazione
di servizi per i giovani”, pubblicato dal Ministero dell’Interno
con l'obiettivo di offrire agli amministratori e agli operatori dei
Centri Informagiovani uno strumento che consenta di realizzare in
modo agevole un servizio di qualità e, allo stesso tempo, adeguato
alle esigenze del territorio e alle finalità di chi lo promuove. La
"Guida" è curata dal Consorzio
IN & CO. |
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La Legge regionale 13 febbraio 1995, n. 16. “Coordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani” all’art.1 comma b. intende “promuovere lo sviluppo di un sistema coordinato di informazione ai giovani”. Ogni anno dalla data di emanazione della legge, la Regione Piemonte ha provveduto ad emanare il “Piano Annuale degli interventi regionali per i giovani” attuativo della legge regionale 16/95. I piani annuali emanati fino ad oggi, in ottemperanza a quanto indicato nel testo di legge, hanno sempre sostenuto l’avvio di Centri Informagiovani in Comuni o associazioni di Comuni con un numero di abitanti pari o superiore a 10.000, tramite contributi per le spese di primo impianto della struttura. La legge regionale 15 marzo 2001 n. 5 prevede la delega alle Provincie di numerose funzioni per ciò che concerne l’attuazione di politiche giovanili, questo comporterà una modificazione della legge 16/95 che presumibilmente riguarderà anche i contributi per l’avvio degli IG e le modalità di accesso gli stessi. |
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